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| LEZIONE
SECONDA
schola
secunda |
COSTUMI
ROMANI
mores
romani
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IL
BANCHETTO A ROMA
I
pasti quotidiani erano tre: jentaculum (colazione),
prandium (pranzo) e coena (cena).
La maggior parte dei Romani saltava uno dei due primi pasti.
Per esempio, i soldati si accontentavano di un prandium
a mezzogiorno.
Del resto né il jentaculum né il prandium
erano molto nutrienti: infatti erano entrambi pasti freddi consumati
in fretta e furia. Il solo pasto degno di questo nome era per tutti
quello della sera: la cena.
Di solito si pensa che i Romani fossero dotati di un appetito insaziabile
e si viene a sapere che fino a sera facevano quasi a meno di mangiare.
A seconda delle circostanze, i Romani erano capaci di trasformare
il loro unico pasto in una sfrenata baldoria o in un banchetto raffinatissimo.
L’ ora dell’ inizio della cena era quasi sempre la stessa:
dopo il bagno, cioè dopo l’ ora ottava in inverno e dopo
l’ ora nona in estate. L’ ora in cui la cena terminava
variava a seconda che si trattasse di un pasto senza pretese o di
un festino in gran pompa. Una cena decente doveva finire prima che
fosse notte fonda.
La cena aveva sempre luogo, quando si trattava di una famiglia agiata,
in una stanza a parte della casa: il triclinium.
Il mangiare sdraiati era per i Romani un segno di eleganza e di superiorità
sociale. I soli che restavano seduti erano i ragazzi, che stavano
presso il letto del padre e della madre; oppure gli schiavi, che ricevevano
dai loro padroni l’autorizzazione a stendersi come loro solo
nei giorni di festa.
Intorno a una tavola quadrata erano disposti tre letti inclinati.
Su ogni letto, ricoperto con materassi e cuscini, c’erano tre
posti distinguibili per i diversi cuscini. Il letto d’ onore
era quello dietro la tavola (lectus medius) e su
di esso il posto migliore era quello a destra: il posto consolare.
Numerosi servitori (ministratores) portavano piatti
e coppe sopra le tavole, che cominciarono ad essere ricoperte da tovaglie
solo dopo Domiziano.
I Romani non usavano forchette, mangiavano con le mani e le lavavano
spesso: prima del pasto e dopo ogni portata. Come tra gli Arabi e
i Cinesi il rutto a tavola era un atto di civiltà. Infine era
frequente alla fine della cena vedere i commensali vomitare per liberare
lo stomaco e poter continuare a mangiare: vomunt ut edant,
edunt ut vomant (vomitano per mangiare, mangiano per vomitare).
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