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LEZIONI 1-10
scholae 1-10

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LA BIBLIOTECA DI SEMPRONIO
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LEZIONE SECONDA
schola secunda

COSTUMI ROMANI
mores romani


IL BANCHETTO A ROMA

I pasti quotidiani erano tre: jentaculum (colazione), prandium (pranzo) e coena (cena). La maggior parte dei Romani saltava uno dei due primi pasti.
Per esempio, i soldati si accontentavano di un prandium a mezzogiorno.
Del resto né il jentaculum né il prandium erano molto nutrienti: infatti erano entrambi pasti freddi consumati in fretta e furia. Il solo pasto degno di questo nome era per tutti quello della sera: la cena.
Di solito si pensa che i Romani fossero dotati di un appetito insaziabile e si viene a sapere che fino a sera facevano quasi a meno di mangiare.
A seconda delle circostanze, i Romani erano capaci di trasformare il loro unico pasto in una sfrenata baldoria o in un banchetto raffinatissimo.
L’ ora dell’ inizio della cena era quasi sempre la stessa: dopo il bagno, cioè dopo l’ ora ottava in inverno e dopo l’ ora nona in estate. L’ ora in cui la cena terminava variava a seconda che si trattasse di un pasto senza pretese o di un festino in gran pompa. Una cena decente doveva finire prima che fosse notte fonda.
La cena aveva sempre luogo, quando si trattava di una famiglia agiata, in una stanza a parte della casa: il triclinium.
Il mangiare sdraiati era per i Romani un segno di eleganza e di superiorità sociale. I soli che restavano seduti erano i ragazzi, che stavano presso il letto del padre e della madre; oppure gli schiavi, che ricevevano dai loro padroni l’autorizzazione a stendersi come loro solo nei giorni di festa.
Intorno a una tavola quadrata erano disposti tre letti inclinati. Su ogni letto, ricoperto con materassi e cuscini, c’erano tre posti distinguibili per i diversi cuscini. Il letto d’ onore era quello dietro la tavola (lectus medius) e su di esso il posto migliore era quello a destra: il posto consolare.
Numerosi servitori (ministratores) portavano piatti e coppe sopra le tavole, che cominciarono ad essere ricoperte da tovaglie solo dopo Domiziano.
I Romani non usavano forchette, mangiavano con le mani e le lavavano spesso: prima del pasto e dopo ogni portata. Come tra gli Arabi e i Cinesi il rutto a tavola era un atto di civiltà. Infine era frequente alla fine della cena vedere i commensali vomitare per liberare lo stomaco e poter continuare a mangiare: vomunt ut edant, edunt ut vomant (vomitano per mangiare, mangiano per vomitare).


DIALOGO
dialogus

GRAMMATICA
ars grammatica

ESERCIZI
exercitationes

MOTTO DELLA
LEZIONE

dictum scholae

SOLUZIONI
solutiones

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carmen

COSTUMI ROMANI
mores romani

NON PLUS ULTRA
non plus ultra


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